Gli Equicoli.

       Insediamenti Italici nel Cicolano: territorio della <<res publica Aequicolanorum>>

  1. Introduzione storica;

  2. S. Erasmo di Corvaro;

  3. La necropoli arcaica del piano del Cammarone di Corvaro;

  4. Bibliografia Equicoli.

    S. Erasmo di Corvaro

La localitą, che prende il nome dalla presenza di una chiesa me-dioevale (ora diruta), č a quota 804 del piano del «Cammarone» di Corvaro. Qui si vedono i resti di un basamento in opera poligonale di III e IV maniera, relativo ad un podio templare di forma rettangolare (m. 16,10X7,10) con orientamento longitudinale nord-est, sud-ovest. La cortina muraria č conservata per l'altezza di m. 1,50 con tre filali di blocchi in elevato (fig. 1); sugli angoli i blocchi sono parallelepipedi, disposti su assise orizzontali. Poco discosto, verso nord, una macchia nasconde i resti di un piccolo edificio da cui provengono numerosi ex voto fittili e metallici (parti anatomiche, figure umane ed animali), monetazione greca e romano-campana della fine del IV secolo e del III secolo a.C. Nell'area in superficie, numerosi frammenti fittili di tegulae, ceramica acroma, ad impasto, a vernice nera e terra sigillata italica, documentano la frequentazione del luogo della fine del IV secolo a.C. fino alla prima etą imperiale romana.
Sono presenti vicino al tempio un fusto liscio di colonna in pietra calcarea oltre ad un grande blocco modanato (fig. 2), relativo forse alla base del podio di tipo sannitico dell'edificio culturale di S. Erasmo, che trova puntuale riscontro nel vicino tempio vestine di Ercules lovius di Navelli (chiesa di S. Maria in Cerulis) e in tanti altri edifici culturali abruzzesi e molisani (20). Il santuario italico di S. Erasmo sarebbe quindi da collegare cronologicamente entro il III secolo a.C., anche per l'evidente connessione della stipe votiva.
Sul lato est del tempio č una strada campestre che ricalca sicuramente un percorso antico che, provenendo da Nersae, superando il valico di Collefegato e la chiesa di S. Maria delle Grazie, attraversava il piano in direzione di S. Erasmo. Poi, dopo aver superato il Colle Breccioso, raggiungeva il piano di S. Anatolia dove, all'altezza della chiesa di S. Maria del Colle, entrava nell' ager albense e per i piani Palentini raggiungeva Alba Fucens. Nella chiesa di S. Maria del Colle era conservato un cippo terminale (C.I.L., IX, 3930) con indicazione 'fines/Albens(ium), che conferma i limiti meridionali del territorio equicolo.
A testimonianza della presenza antica della strada descritta nel piano di Corvaro, si notano, sul lato sud-ovest dell'attuale sentiero, piccoli nuclei di opera cementizia e blocchi quadrati forse relativi a mausolei e tombe romane poste lungo il percorso.
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Tratto da :
Monografia e supplemento della 1° conferenza di aggiornamento scolastico su temi storico-territoriali del Cicolano
GIUSEPPE GROSSI
Insediamenti Italici nel Cicolano: territorio della <<res publica Aequicolanorum>>.
Arti grafiche s.n.c - L'Aquila 1984

Gli Equicoli: i guerrieri delle Montagne.

  1. Presentazione;

  2. Il Cicolano;

  3. La grotta di Val de Varri (Pescorocchiano);

  4. L'antico Abitato di Nersae;

  5. I luoghi di culto;

  6. Il Santuario di S. Angelo di Civitella (Pescorocchiano);

  7. Strutture archeologiche a Capradosso (Petrella Salto);

  8. Altre presenze archeologiche.

  9. Equicoli;
  10. Tumulo Montariolo;
  11. Materiale Tumulo Montariolo;
  12. Ricostruzione e musealizzazione.

    Ringraziamenti al Prof. Enzo Di Marco, per il lungo e duro lavoro

Archeologia Lazio: Equicoli

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