Tutto il Cicolano è fortemente interessato da
presenze archeologiche disseminate nel vasto territorio. Le indagini di
superficie, in corso da diverso tempo, hanno permesso l'individuazione di
numerosi siti inquadrabili in un lungo arco cronologico.
Ad esempio nella piana di Corvaro, che costituisce fin dalla più remota
antichità un fondamentale tramite tra la conca reatina e l'area del Fucino,
l'indagine archeologica e territoriale ha consentito di individuare, oltre al
grande tumulo ed all'area sacra di S. Erasmo, anche tracce di insediamenti
riferibili a varie epoche storiche. Infatti presenze relative al Bronzo antico
(ca. 2200-1700 a.C.) e medio (ca. 1700-1300 a.c.) sono state individuate nel
corso dei lavori per la costruzione della superstrada Salto-Cicolana:
sembrerebbe comunque trattarsi di un'occupazione temporanea e non permanente del
sito.
Sul monte Frontino, che sovrasta l'attuale centro di Corvaro,
sono stati rinvenuti i resti di una cinta muraria in opera poligonale, nei cui
pressi è stato possibile recuperare, tra gli altri frammenti, una fibula in
bronzo con arco a losanga (VIII sec. a.c.) e numerosi frammenti ceramici di
impasto.
In un'area posta a nord-nord/est del tumulo è stata messa in evidenza una serie
di strutture murarie realizzate in più fasi; tra i materiali, rinvenuti al di
sotto di un crollo di tegole, va segnalata la presenza di ceramica a vernice
nera della forma Morel2787 inquadrabile nella media età repubblicana (fine IV
-inizi III sec. a.C.). In prossimità di queste strutture, non lontano dal
tumulo, è stata individuata un'ampia area di frammenti fittili fortemente
addensati inquadrabile principalmente tra l'età repubblicana e la prima età
imperiale, anche se con sporadiche attestazioni di materiale in impasto
ascrivibile verosimilmente all'età arcaica. A giudicare dall'estensione
dell'area, e sulla base della tipologia e della concentrazione dei materiali si
può avanzare, anche se con cautela, l'ipotesi che possa trattarsi di un vicus
(villaggio ).
Tracce di un altro vicus, noto dall'epigrafia e fiorente in
età repubblicana, sono venute in luce in località colle Pezzuto lungo una
presunta strada romana che si dirigeva verso Cartore.
Strutture pertinenti ad una villa romana, caratterizzate da un muro di
sostruzione in opera poligonale ed opera incerta, e da una struttura ipogea
(criptoportico o cisterna) in opera cementizia, sono state individuate in
località Madonna delle Grazie.
Va inoltre ricordata la presenza di blocchi in opera poligonale, di incerta
provenienza, re impiegati in alcuni muri a secco nei pressi della rocca
rinascimentale di Corvaro.
Nella vicina Torano nella seconda metà del Novecento furono
individuate delle sepolture, oggetto di scavi non scientifici, contenenti
oggetti databili ad età arcaica (VI- V sec. a.C.).
Vale la pena ricordare che diversi materiali provenienti dalla valle del Salto
si conservano in differenti musei, come ad esempio i numerosi manufatti di epoca
protostorica provenienti dalla grotta di Val de' Vani, che attualmente si
conservano a Roma nel Museo Nazionale Preistorico e Etnografico "L. Pigorini";
gli ex-voto rinvenuti a S. Erasmo, che si trovano a Roma nei locali del Museo
Nazionale Romano, insieme al rilievo con la raffigurazione di Mitra proveniente
da Nersae; la piccola base con iscrizione rinvenuta ad Alzano, nel santuario
della Grotta del Cavaliere, custodita a Borgo S. Pietro (Petrella Salto) nel
piccolo museo annesso al Monastero delle Clarisse.
© Ministero per i beni e le Attività
Culturali
Sopraintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.
A cura di ..... -
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Insediamenti Italici nel Cicolano: territorio della <<res publica
Aequicolanorum>>
