Nel sito dove sorge l'odierno abitato di Capradosso si vuole
localizzare Cliternia, che insieme alla Res pubbilca Aequlcuwnorum costituivano,
in epoca romana, le principali entità municipali della terra degli Equicoli.
Alcune campagne di scavo, eseguite in località Vicenne, ad opera della
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, rispettivamente nell'agosto
del 1998, febbraio ed ottobre del 1999 , hanno permesso l'individuazione di un
impianto termale di età romana di indubbia rilevanza.
Le strutture fino ad oggi portate alla luce, sicuramente inerenti tale impianto,
appaiono articolate in quattro ambienti principali più due ambienti di
definizione incerta.
Tra gli ambienti principali il primo è di forma circolare e
caratterizzato da tre nicchie aggettanti esternamente presso il muro
perimetrale, presenta una serie di pilastrini in mattoni (pilae) a testimoniare
l'esistenza di suspensurae (pavimenti rialzati) e quindi l'esistenza di un vano
riscaldato. La pavimentazione dell'ipocausto (forno di riscaldamento) è
realizzata in cocciopesto.
A nord di questo ambiente e ad esso tangente, se ne trova un secondo. Si tratta
di un vano a pianta rettangolare attestante una evidente fase di vita tarda,
così come è dimostrato dal rinvenimento di un frammento di brocchetta in vetro,
databile ad età medievale. Ancora a nord si trova un ulteriore ambiente, a
pianta rettangolare e caratterizzato, anche in questo caso, dalla presenza di
pilae. Questo doveva essere diviso, presso il lato ovest da un successivo vano
tramite un muro oggi non più apprezzabile, ma testimoniato dalla relativa
impronta sul piano pavimentale dell'ipocausto in cocciopesto. Anche quest'ultimo
ambiente presenta i pilastrini delle suspensurae. Risulta evidente quindi che i
vani finora menzionati fossero riscaldati.
Presso uno degli ambienti è stato rinvenuto, in evidente
giacitura non primaria, un mosaico pavimentale in bianco e nero con decorazione
geometrica; si può supporre che ne costituisse la pavimentazione.
Il complesso è inoltre caratterizzato da una bassa vasca in cocciopesto di forma
probabilmente semicircolare forse C011JleSSa all'apodyterium (spogliatoio) ed
alle abluzioni parziali che si tenevano al suo interno. L'ambiente circolare,
vista la collocazione a sud e la sua tipica forma con nicchie, sembra
identificabile quale sudatorium (ambiente per la sudorazione) o solarium
(ambiente esposto in posizione più assolata), mentre si può supporre che gli
altri due ambienti fossero il tepidarium e calidarium (rispettivamente ambiente
a temperatura media e sala da bagno caldo).
Il complesso presenta inoltre ulteriori due ambienti, i quali
potrebbero essere interpretati, qualora fosse dimostrata con certezza la loro
contemporaneità con gli altri vani di sicura destinazione termale, ad esempio,
quale palestra ed apodyterium (spogliatoio) .
Per quanto riguarda la datazione del complesso, sulla base dei materiali
ceramici rinvenuti, costituiti per lo più da frammenti di ceramica da fuoco, si
suppone una collocazione nel corso del II sec. d.C., laddove nessun utile
indizio può essere, viceversa, tratto dalla tecnica costruttiva che risulta
avere una forte caratterizzazione locale.
© Ministero per i beni e le Attività
Culturali
Sopraintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.
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Insediamenti Italici nel Cicolano: territorio della <<res publica
Aequicolanorum>>
