Nel comune di Pescorocchiano, su una collina in posizione
dominante presso la chiesa di S. Angelo di Civitella, si trovano i resti di un
santuario italico già individuato agli inizi del XIX secolo dall'architetto
Giuseppe Simelli e indagato nei primi anni Novanta del Novecento ad opera della
Soprintendenza.
Sulle strutture relative al santuario si impiantò dapprima un
insediamento religioso dedicato a S. Angelo e, nel XIX secolo, l'attuale
cimitero. Il complesso originariamente consisteva in un'ampia terrazza sostruita
da un imponente recinto in opera poligonale di III e IV maniera, costituito da
blocchi lavorati ed accostati molto accuratamente, conservatosi per una
lunghezza di circa 90 m ed un'altezza di 5 m. All'angolo con il muro orientale,
oggi poco visibile, sono scolpit con intento apotropaico due falli affrontati.
La chiesa di S. Angelo venne a sovrapporsi alla cella del tempio mentre la
realizzazione del cimitero, nel XIX secolo, danneggiè ulteriormente le antiche
strutture.
Nel 1992, durante i lavori di restauro dell'imponente muro, è
stato individuato nell'area più a monte della terrazza, sottostante il tempio
oggi non piÙ visibile, un deposito votivo databile ad età medio repubblicana
(fine IV - metà II sec. a.c.) contenente oggetti offerti alle divinità del
santuario ed in quanto tali sacri. Tali oggetti infatti, proprio perché sacri,
non potevano essere rimossi dall'area del santuario e quando troppo numerosi
venivano deposti in grandi fosse scavate nel terreno o in celle sotterranee.
Le indagini archeologi che hanno tra l'altro evidenziato come
il complesso sia stato realizzato su un banco roccioso in declivio, sfruttando
l'altura esistente.
In particolare, in seguito allo scavo del deposito votivo di Civitella, sono
state rinvenute statue di terracotta a grandezza quasi naturale, teste del tipo
velato, maschere rettangolari, organi genitali maschili e femminili, mani,
piedi, piedi calzati, dita, occhi, mammelle, tavolette poliviscerali ed alcune
statuette femminili cosiddette tanagrine. Sono presenti anche statuette fitti li
di animali, in genere bovini e suini. E' stata inoltre rinvenuta numerosa
ceramica a vernice nera, piccoli bronzi raffiguranti Marte ed Ercole, anelli,
fibule, monete etc.
I materiali votivi portati alla luce, complessivamente
inquadrabili nelle tipologie ricorrenti nei depositi votivi etrusco-laziali,
campani e centro italici, sono collegati alla sfera della sanatio (guarigione)
e, vista la prossimità della cosiddetta Fonte Santa, sono probabilmente da
mettere in relazione ad un culto delle acque, ovvero alla sfera della fertilità.
Sembra importante ricordare, in merito alla possibile identificazione della
natura del culto ivi praticato, la presenza di una iscrizione votiva, utilizzata
già in un gradino della parrocchiale di Civitella, con dedica alla Salus da
parte di un Fortunatus "Arkarius" del municipium (CIL IX, 4111). Tra i
rinvenimenti anche numerose ossa animali, riferibili per lo piÙ a caprini ed
ovini macellati in età adulta, offerti in sacrificio alla divinità.
Dopo il periodo medio repubblicano, il sito sembra essere
stato frequentato fino alla media età imperiale, come testimonia il rinvenimento
di ceramica sigillata italica ed africana.
© Ministero per i beni e le Attività
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Insediamenti Italici nel Cicolano: territorio della <<res publica
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